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LA LETTERA DEL RUNNER Allenamento, scarpe e storie per correre con più criterio
Ciao runner,
Questa settimana ho rimesso le mani su un test dal fascino quasi indecente: dieci 800 metri, un cronometro e una promessa sulla maratona. Nel mio caso la relazione fu quasi perfetta: 2:40 di media, Londra chiusa in 2:41. Poi arrivano Nike che prova a ritrovare se stessa, Kipchoge che vince a 41 anni e un maratoneta in giacca e cravatta. Il divano, per una volta, può sentirsi personalmente offeso.

3:30 sugli 800, 3:30 in maratona?

La formula del Test di Yasso è elegante: corri dieci volte 800 metri e trasformi minuti e secondi in ore e minuti per la maratona. Dieci prove da 3:30 suggeriscono una maratona vicina alle 3 ore e 30. La seduzione sta tutta qui: una risposta semplice a una gara molto complicata.
Il test legge bene capacità aerobica alta, controllo del ritmo e tenuta tra una prova e l’altra. I 42,195 km aggiungono lunghi, volume settimanale, economia di corsa, alimentazione, meteo e gestione. Il risultato offre un indizio forte quando arriva dentro una preparazione coerente.

Tre conferme prima di scegliere il ritmo gara

I lunghi finiscono con passo ancora ordinato. Le sedute a ritmo maratona restano regolari. Il recupero nelle 24–48 ore successive è coerente con il carico.
Il cronometro dà indizi. La preparazione dà risposte.

Allenamento della settimana: costruisci il test

4 × 800: impara ritmo e recupero. 6 × 800: cerca uniformità. 8 × 800: osserva la tenuta. 10 × 800: esegui il test completo.
Il recupero classico prevede 400 metri facili nello stesso tempo della prova. Il test completo trova spazio quattro–sei settimane prima della maratona. Parti dal gradino che riesci a chiudere con qualità: l’ultima prova dovrebbe assomigliare alla prima, soltanto con qualche parola in meno.

Runner Radar: la settimana corre forte

Kipchoge, 41 anni, 2:09:10 a Melbourne. Vittoria dell’11 ottobre, record della gara per due secondi e primo successo in maratona dal 2023. Il caso resta eccezionale; il messaggio parla a tutti: carichi adatti, forza, sonno, energia e continuità cambiano la traiettoria di un runner.
Chicago corre fortissimo. Amos Kipruto ha vinto in 2:01:09; Hawi Feysa ha difeso il titolo in 2:13:33. Per noi amatori il dato utile resta molto più vicino: scegliere un ritmo sostenibile e costruire settimane capaci di reggerlo.

La scarpa della settimana: Nike sta tornando a fare Nike?

Foto: Nike
Foto: Nike
Per qualche anno Nike è sembrata distratta mentre altri marchi conquistavano i runner. Elliott Hill sta provando a ricostruire prodotto, distribuzione e credibilità. Nel running la strategia oggi ruota attorno a tre famiglie più leggibili: Pegasus per la risposta, Vomero per il comfort e Structure per il supporto.
La Pegasus Plus 2 è il segnale più interessante. Usa ZoomX e un’unità Air Zoom visibile nell’avampiede, adotta una pianta più accogliente e cerca il territorio fra scarpa quotidiana e tempo trainer. La costruzione è priva di piastra. Nike dichiara almeno il 18% di ritorno di energia in più rispetto alla prima Pegasus Plus.
La vecchia Nike inventava la conversazione. Questa Nike sta provando a rientrarci.
La Pegasus Plus 2 è un buon indizio. La prova arriverà quando i runner torneranno a scegliere Nike anche per medi, progressivi e lunghi brillanti. La userò con curiosità e con il sano sospetto che merita ogni rinascita annunciata da un ufficio marketing.

Cento maratone dopo

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Marco Matteazzi racconta cosa resta dopo cento maratone in cento giorni e il suo primo trail a Chamonix. Dentro ci sono disciplina, adattamento, recupero e quella strana trasformazione che avviene quando un progetto enorme smette di essere una sfida e diventa identità.

L’ultimo chilometro

Foto: EDP
Foto: EDP
Settemila high five in una maratona. A Lisbona cinque runner hanno distribuito oltre settemila cinque battuti, registrati da guanti dotati di sensori. Guinness World Record conquistato. Finalmente una metrica che Strava aveva colpevolmente ignorato.
Foto: The Standard
Foto: The Standard
Una maratona in completo e scarpe eleganti. Bronte Baker ha chiuso Melbourne in 3:58:46 indossando giacca, camicia, cravatta e scarpe da cerimonia. Dopo circa due terzi di gara le vesciche hanno vinto la discussione: scarpe in mano e arrivo in calzini. Raccolta fondi per Movember, dress code discutibile, tempo decisamente rispettabile.
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Test, lunghi, ritmo gara, recupero, lavoro e vita reale entrano nello stesso piano. Nel Running Coaching Esco a Correre Academy lavori con un coach umano che adatta il percorso settimana dopo settimana.
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Quale allenamento ti ha dato più fiducia prima di una gara, e quale dettaglio ti ha convinto? Raccontalo nella community gratuita Esco a Correre.
Ci leggiamo settimana prossima. Correte e fate l’amore. Simone Luciani il tuo running coach
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