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Esco a Correre

LA LETTERA DEL RUNNER Allenamento, scarpe e storie per correre con più criterio
Ciao runner,

Otto città. Quale maratona correrai con noi nel 2027?

Una maratona comincia molto prima del pettorale. Comincia quando il calendario smette di essere una data e diventa una sequenza di settimane, lunghi, scelte e persone con cui condividere il viaggio.
Nel 2027 Esco a Correre Academy costruisce gruppi gara dedicati a otto città. Ogni percorso parte dal tuo livello e arriva alla stessa linea: preparazione scritta da un coach umano, classi live, community e lavoro specifico sulla gara scelta.
Otto città. Otto storie da correre. Scegli quella che vuoi trasformare nella tua.

Le prime partenze

Castellón, Spagna · 14 febbraio 2027

Il percorso Academy parte il 26 ottobre. Castellón è veloce, pianeggiante e mediterranea. Per noi ha anche il sapore di casa. Il gruppo lavora insieme per sedici settimane e gli iscritti Academy accedono alle condizioni agevolate dedicate per pettorale e hotel.

Tokyo, Giappone · 7 marzo 2027

Il percorso Academy parte il 16 novembre. Tokyo è veloce, precisa e immensa. Ritmo, svolte, fuso orario, viaggio e logistica entrano nella preparazione insieme ai lunghi e ai rifornimenti.

Roma, Italia · 14 marzo 2027

Il percorso Academy parte il 23 novembre. Fori Imperiali, cambi di fondo e continui riferimenti urbani. Roma chiede economia, forza e lucidità mentre la storia scorre accanto a ogni chilometro.

Londra, UK · 24 e 25 aprile 2027

Il percorso Academy parte il 4 gennaio. Centomila runner, due giorni di gara e lo stesso percorso da Greenwich a Westminster. La preparazione costruisce ritmo, continuità e gestione della race week londinese.

Altri quattro gruppi gara

Milano

Un percorso cittadino scorrevole, capace di premiare ritmo uniforme, preparazione invernale e ambizione ben amministrata.

New York

Cinque boroughs, ponti da gestire con pazienza e un finale a Central Park che si protegge fin dai primi chilometri.

Firenze

Centro storico, cambi di direzione e un ciclo che attraversa estate e autunno. Precisione e continuità diventano il filo rosso della preparazione.

Valencia

Piatta, rapida e regolare. Una gara che invita a spingere e premia chi trasforma velocità, rifornimenti e ambizione in controllo.

Scegli quanta presenza vuoi accanto

Puoi entrare nel gruppo della tua gara con tre livelli di supporto: • tabella personalizzata PDF; • percorso VITALE con coaching di gruppo; • coaching 1:1 con programmazione individuale. Ogni scelta apre lo stesso viaggio: classi live dedicate, community della gara, confronto con gli altri runner e preparazione della race week.
Il pettorale indica la città. La preparazione racconta chi diventi per arrivarci.
Ci vediamo nel gruppo. Correte e fate l’amore. Simone Luciani il tuo running coach
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Ciao runner,
Questa settimana ho rimesso le mani su un test dal fascino quasi indecente: dieci 800 metri, un cronometro e una promessa sulla maratona. Nel mio caso la relazione fu quasi perfetta: 2:40 di media, Londra chiusa in 2:41. Poi arrivano Nike che prova a ritrovare se stessa, Kipchoge che vince a 41 anni e un maratoneta in giacca e cravatta. Il divano, per una volta, può sentirsi personalmente offeso.

3:30 sugli 800, 3:30 in maratona?

La formula del Test di Yasso è elegante: corri dieci volte 800 metri e trasformi minuti e secondi in ore e minuti per la maratona. Dieci prove da 3:30 suggeriscono una maratona vicina alle 3 ore e 30. La seduzione sta tutta qui: una risposta semplice a una gara molto complicata.
Il test legge bene capacità aerobica alta, controllo del ritmo e tenuta tra una prova e l’altra. I 42,195 km aggiungono lunghi, volume settimanale, economia di corsa, alimentazione, meteo e gestione. Il risultato offre un indizio forte quando arriva dentro una preparazione coerente.

Tre conferme prima di scegliere il ritmo gara

I lunghi finiscono con passo ancora ordinato. Le sedute a ritmo maratona restano regolari. Il recupero nelle 24–48 ore successive è coerente con il carico.
Il cronometro dà indizi. La preparazione dà risposte.

Allenamento della settimana: costruisci il test

4 × 800: impara ritmo e recupero. 6 × 800: cerca uniformità. 8 × 800: osserva la tenuta. 10 × 800: esegui il test completo.
Il recupero classico prevede 400 metri facili nello stesso tempo della prova. Il test completo trova spazio quattro–sei settimane prima della maratona. Parti dal gradino che riesci a chiudere con qualità: l’ultima prova dovrebbe assomigliare alla prima, soltanto con qualche parola in meno.

Runner Radar: la settimana corre forte

Kipchoge, 41 anni, 2:09:10 a Melbourne. Vittoria dell’11 ottobre, record della gara per due secondi e primo successo in maratona dal 2023. Il caso resta eccezionale; il messaggio parla a tutti: carichi adatti, forza, sonno, energia e continuità cambiano la traiettoria di un runner.
Chicago corre fortissimo. Amos Kipruto ha vinto in 2:01:09; Hawi Feysa ha difeso il titolo in 2:13:33. Per noi amatori il dato utile resta molto più vicino: scegliere un ritmo sostenibile e costruire settimane capaci di reggerlo.

La scarpa della settimana: Nike sta tornando a fare Nike?

Foto: Nike
Foto: Nike
Per qualche anno Nike è sembrata distratta mentre altri marchi conquistavano i runner. Elliott Hill sta provando a ricostruire prodotto, distribuzione e credibilità. Nel running la strategia oggi ruota attorno a tre famiglie più leggibili: Pegasus per la risposta, Vomero per il comfort e Structure per il supporto.
La Pegasus Plus 2 è il segnale più interessante. Usa ZoomX e un’unità Air Zoom visibile nell’avampiede, adotta una pianta più accogliente e cerca il territorio fra scarpa quotidiana e tempo trainer. La costruzione è priva di piastra. Nike dichiara almeno il 18% di ritorno di energia in più rispetto alla prima Pegasus Plus.
La vecchia Nike inventava la conversazione. Questa Nike sta provando a rientrarci.
La Pegasus Plus 2 è un buon indizio. La prova arriverà quando i runner torneranno a scegliere Nike anche per medi, progressivi e lunghi brillanti. La userò con curiosità e con il sano sospetto che merita ogni rinascita annunciata da un ufficio marketing.

Cento maratone dopo

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Marco Matteazzi racconta cosa resta dopo cento maratone in cento giorni e il suo primo trail a Chamonix. Dentro ci sono disciplina, adattamento, recupero e quella strana trasformazione che avviene quando un progetto enorme smette di essere una sfida e diventa identità.

L’ultimo chilometro

Foto: EDP
Foto: EDP
Settemila high five in una maratona. A Lisbona cinque runner hanno distribuito oltre settemila cinque battuti, registrati da guanti dotati di sensori. Guinness World Record conquistato. Finalmente una metrica che Strava aveva colpevolmente ignorato.
Foto: The Standard
Foto: The Standard
Una maratona in completo e scarpe eleganti. Bronte Baker ha chiuso Melbourne in 3:58:46 indossando giacca, camicia, cravatta e scarpe da cerimonia. Dopo circa due terzi di gara le vesciche hanno vinto la discussione: scarpe in mano e arrivo in calzini. Raccolta fondi per Movember, dress code discutibile, tempo decisamente rispettabile.
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Test, lunghi, ritmo gara, recupero, lavoro e vita reale entrano nello stesso piano. Nel Running Coaching Esco a Correre Academy lavori con un coach umano che adatta il percorso settimana dopo settimana.
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Quale allenamento ti ha dato più fiducia prima di una gara, e quale dettaglio ti ha convinto? Raccontalo nella community gratuita Esco a Correre.
Ci leggiamo settimana prossima. Correte e fate l’amore. Simone Luciani il tuo running coach
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Ciao runner,

La tua corsa si vede meglio dal vivo

Puoi leggere, studiare e registrarti per mesi. Poi bastano pochi secondi sul campo perché postura, falcata e controllo del gesto diventino finalmente visibili.
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Questo weekend Run Better torna a Milano. Due giornate, due lavori diversi, un obiettivo concreto: trasformare tecnica, forza ed economia di corsa in esercizi e correzioni da portare nel tuo allenamento.

Sabato 3 ottobre: tecnica e prevenzione

Dario Domeniconi e Simone Luciani osservano postura, falcata ed esercizi utili. La giornata alterna spiegazione, pratica e correzioni personali. Arrivi con le tue domande e torni a casa con riferimenti più chiari sul gesto che ripeti a ogni chilometro.

Domenica 4 ottobre: forza ed economia di corsa

Il secondo modulo collega forza, controllo del gesto e capacità di mantenere una corsa efficace lungo la distanza. È il lavoro giusto per chi vuole dare alla palestra e agli esercizi tecnici un posto preciso dentro la preparazione.
La teoria acquista valore quando entra nel gesto.

Scegli il lavoro che serve alla tua corsa

  • • Tecnica di corsa e prevenzione — €125 • Forza ed economia di corsa — €125 • Combo dei due workshop — €199 Sede: Via R. Franchetti 4, Milano.
Un gesto di corsa racconta abitudini costruite in migliaia di chilometri. Guardarlo bene, a volte, cambia il viaggio. Ci vediamo a Milano. Simone Luciani il tuo running coach
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Ciao runner,
Sono tornato dal TOR con una certezza: il traguardo racconta soltanto una parte della storia. Ho visto atleti arrivare dopo 330 e 450 chilometri, Michele Graglia fermarsi prima di Courmayeur e Raffaele Barbini continuare fino alla fine. Poi Dario Ferrante ha attraversato una crisi al trentesimo chilometro di un Mondiale da 100 km e ha chiuso quindicesimo. Intanto un Reel sulle sette ore in maratona ha acceso una discussione enorme.

Chi decide quanto vale un traguardo?

Questa settimana parliamo di cronometri, ritiri, medaglie, scarpe sparite in cinque minuti e una regola del tapis roulant che merita un aggiornamento. Il filo comune è il criterio con cui giudichiamo una prestazione.
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TOR330: due record dentro settantacinque minuti

Jiaju Zhao ha vinto il TOR330 in 65:55:22. Katharina Hartmuth ha chiuso in 67:10:09, conquistando vittoria femminile, record della gara e terzo posto assoluto. Dopo quasi tre giorni sulle montagne, il podio assoluto vive dentro 1:14:47.
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TOR450: Franco Collé, Raffaele e il viaggio intero

Franco Collé ha vinto il TOR450 al debutto in 122:01:57. A Courmayeur sono arrivati 116 atleti su 200 partenti. Tra loro c'era Raffaele Barbini, amico della community EAC. Quattrocentocinquanta chilometri danno al verbo “finire” un peso diverso.

Michele Graglia: la gara finisce, il film comincia

Seguivamo Michele da vicino. Il suo TOR si è fermato prima di Courmayeur, mentre la domanda che ci aveva portati fin lì diventava ancora più grande: quanto vale un viaggio rimasto incompiuto?
Abbiamo raccolto giorni di immagini, parole, notti e silenzi. Ne uscirà un grande video. Questa storia merita spazio, tempo e un montaggio capace di rispettarla.
Il ritiro chiude la classifica. Il racconto apre tutto il resto.
Foto: FIDAL
Foto: FIDAL

Dario 15°, gli azzurri quarti e le azzurre quinte al Mondiale della 100 km

Dario ha chiuso il Mondiale della 100 km in 6h37’16”, a 3’58,4”/km di media. Ha migliorato il personale di 4’28”, è stato il primo italiano al traguardo e ha guidato l’Italia al quarto posto a squadre, miglior risultato maschile dal 2015. Le azzurre hanno chiuso quinte, confermando il piazzamento della scorsa edizione.
Per Dario è stata una gara complicata e pazzesca allo stesso tempo. La sua gara si è costruita nei settanta chilometri finali. Il risultato impressiona; la decisione presa durante la crisi che racconta l’atleta.
Oggi alle 18:00 di oggi esce l’intervista esclusiva su Anime di Corsa.
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Sette ore in maratona: ecco che cosa volevo dire

La frase “la fa anche mia nonna” parlava del passo: sette ore equivalgono a circa 9’57”/km, poco più di 6 km/h. Un runner può impiegare sette ore correndo, alternando corsa e cammino, affrontando età, disabilità, salute, un problema fisico o una giornata terribile. Queste storie meritano rispetto.
Il mio punto riguarda una scelta precisa: partire con il progetto di camminare l’intera distanza, cercando soprattutto la medaglia e la frase “ho fatto New York”. Camminare 42 chilometri richiede fatica e volontà. Per me cambia la natura sportiva del gesto, perché la maratona nasce nell’atletica ed è corsa.
Il regolamento assegna la medaglia. La conversazione sul significato sportivo resta aperta.
Foto: Nike
Foto: Nike

Alphafly 4: cinque minuti e scaffale vuoto

Il lancio limitato del 17 settembre è andato esaurito in circa cinque minuti. La disponibilità ampia è annunciata per il 29 ottobre 2026.
Nike dichiara 10% di ritorno di energia in più rispetto ad Alphafly 3 e 5% di peso in meno nella taglia uomo 8.5. La nuova struttura combina schiuma ZoomX LT, unità Air Zoom aggiornate, piastra Flyplate in carbonio, tomaia Atomknit e suola Fast Shot.
Il sold out racconta il potere culturale della superscarpa. La prova sul runner decide tutto il resto: calzata, stabilità, ritmo gara e capacità di sfruttare una geometria aggressiva.
Top4Running presenta oggi la collezione Alphafly. La scheda della versione 4 arriverà con la disponibilità commerciale. Usa il codice ESCOACORRERE per il 5% di sconto, quando prodotto e promozione lo consentono.
Link partner: possiamo ricevere una commissione. Per te il prezzo resta quello mostrato dal negozio.
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Tapis roulant: la regola dell’1% merita un aggiornamento

Per trent’anni abbiamo impostato l’1% quasi per riflesso. Uno studio del 2026 ha messo quella regola alla prova su dodici runner uomini altamente allenati, confrontando tapis all’1% e pista da 400 metri alle stesse velocità.
A 12 km/h, la pista ha richiesto 3,6% di ossigeno in più per chilometro e il costo energetico è risultato 6,9% più alto. Avvicinandosi alla soglia, il divario energetico è cresciuto. Il gruppo era piccolo, il tapis era uno e l’ordine delle prove era fisso: dati interessanti, con confini chiari.
Da coach userei l’1% come punto di partenza. Ritmo, RPE, frequenza cardiaca, ventilazione, temperatura e risposta della macchina guidano la regolazione.
Allenamento della settimana: 4 × 6 minuti di soglia sul tapis 15 minuti facili. Poi 4 × 6 minuti a soglia controllata, con 2 minuti facili tra i blocchi. Chiudi con 10 minuti di defaticamento. Parti da 0,5–1% di pendenza e regola attraverso respiro, RPE e tecnica. Il quarto blocco deve conservare postura, appoggio e controllo.
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Obiettivo, tempo disponibile, storia sportiva e risposta agli allenamenti entrano nello stesso piano. Nel Running Coaching Esco a Correre Academy lavori con un coach che adatta il percorso, settimana dopo settimana.
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Quale traguardo ti ha reso più orgoglioso, anche se il cronometro raccontava poco?
Alcuni traguardi durano pochi secondi. Il viaggio che li precede resta addosso molto più a lungo. Ci leggiamo settimana prossima. Correte e fate l’amore. PS. Il documentario su Michele richiederà tempo. Le storie grandi hanno un difetto magnifico: rifiutano la fretta. Simone Luciani il tuo running coach
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Ciao runner,
Questa settimana doveva essere tranquilla. Poi hanno aperto i ballot della Maratona di Parigi e della Lavaredo Ultra Trail (tante polemiche per i prezzi alti), è arrivata una scarpa capace di farmi alzare un sopracciglio e siamo finiti davanti al muro della maratona con una manciata di gel in tasca. Mica posso bruciarmi tutto nell’intro. Leggi la newsletter e ci vediamo in giro.

Il tuo finale di gara si prepara adesso

Hai ancora un gel in tasca, eppure il passo scende. Le gambe si irrigidiscono e ogni ristoro sembra offrire una buona ragione per fermarti. Il finale di una maratona mette insieme tutto quello che hai costruito: ritmo, resistenza muscolare, alimentazione e gestione della giornata.
Io partirei da qui per preparare la prossima gara. Un ritmo ambizioso deve restare credibile anche quando le gambe cambiano voce.
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Il finale si costruisce durante i lunghi

Il muro nasce spesso dall’incrocio tra un passo troppo caro, riserve di carboidrati che scendono e muscoli ancora poco abituati a lavorare a lungo. Nel prossimo lungo prova tre cose:
1. Scegli il passo sulla condizione che hai oggi. 2. Prova quantità e tempi dei carboidrati previsti in gara. 3. Annota risposta dello stomaco e qualità del gesto nell’ultima parte.
La maratona presenta il conto al chilometro 30. La preparazione decide quanto sarà salato.

Dai grammi ai gel

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Parti dai carboidrati per ora e dalla durata prevista, poi traduci il totale in gel, bevande e ristori. Un piano utile entra nei lunghi, incontra il tuo stomaco e arriva in gara già provato.
Nel carosello trovi il metodo di calcolo e un esempio pratico da salvare.

Se prepari una 10 km

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Scegli la seduta attraverso il tuo punto debole. Per lavorare sul ritmo gara, usa ripetute abbastanza lunghe da chiedere controllo e recuperi capaci di mantenere qualità. Inseriscile in una settimana che lasci spazio al recupero.
Prima di uscire in città, controlla qualità dell’aria e percorso. Anche il luogo fa parte dell’allenamento.

Runner Radar

TORX, 11–20 settembre. Questa settimana torniamo sulle montagne della Valle d’Aosta per raccontare il TOR da dentro. Seguiremo il viaggio di un atleta molto importante, uno di quei nomi capaci di dare peso a ogni passaggio e a ogni ora della gara. Per ora teniamo il nome coperto. Tra qualche giorno vi diremo chi è e perché questa storia merita di essere seguita fino in fondo.
Quando una medaglia vale più del montepremi. Nadia Battocletti ha lasciato sul tavolo Budapest e un primo premio da 150.000 dollari. Il motivo racconta bene il mestiere dell’atleta: la sua stagione dura dodici mesi, a dicembre vuole arrivare pronta agli Europei di cross e tre settimane di riposo vero fanno parte della programmazione. Il padre e allenatore Giuliano lo ha detto con chiarezza: i soldi arrivano vincendo le medaglie. L’Ultimate offre spettacolo e un montepremi enorme; Nadia ha scelto recupero, continuità e il prossimo obiettivo. Anche questa è ambizione: sapere quale gara serve davvero.

Gare da tenere d'occhio

Si sono aperti i ballot per la Maratona di Parigi e la Lavaredo Ultra Trail. Insieme alle iscrizioni sono saliti anche i prezzi, e parecchio: per la Lavaredo l’aumento arriva fino al 45% in un solo anno. Correre queste gare sta diventando un lusso. Fino a che cifra siamo disposti ad arrivare pur di presentarci sulla linea di partenza? E soprattutto: è arrivato il momento di farci sentire? Ne parliamo su Instagram. Vi aspetto nei commenti, anche con il preventivo del mutuo.

Ogni chilometro conta

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Un’anomalia ai passaggi può cambiare una classifica e accendere polemiche enormi. Nel video racconto il caso delle squalifiche nate dai tagli di percorso e il lavoro necessario per distinguere un dato sospetto da un verdetto.
Correre tutto il percorso resta la forma più semplice di rispetto: verso la gara, gli altri e il proprio tempo.

Altra cambia la scarpa da gara

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La Vanish Carbon 3 porta 4 mm di drop, intersuola in PEBA e piastra in carbonio. Nasce per mezza e maratona su strada, con una geometria che chiede attenzione alla calzata e al modo in cui il piede lavora dentro la scarpa.
Nella recensione trovi dati tecnici, utilizzo ideale e giudizio EAC.

Alimentazione e allenamento devono parlarsi

Il Piano Alimentare Sportivo di 18 settimane collega alimentazione, carichi e preparazione della gara attraverso un percorso personalizzato seguito dal dietista sportivo Luca Laudani.
La strategia migliore è quella che il tuo stomaco riconosce già al via.

3 posti aperti in Academy

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La domanda della settimana

Nell’ultima gara, che cosa ti ha messo più in difficoltà nel finale? Raccontaci quando è iniziato e che cosa hai cambiato dopo.
Ci leggiamo settimana prossima. Correte e fate l’amore. Ps. Sta per uscire una mega novità. Un progetto da cui lavoro da un anno. Non vedo l'ora di condividerlo e tu che sei iscritto a questa newsletter sarai il primo a saperne di più. Sarà in qualche modo rivoluzionario! Simone Luciani il tuo running coach
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Ciao runner,

Oggi ti regalo una Running Mastery

Running Mastery è il percorso settimanale di Esco a Correre dedicato a chi vuole capire meglio la propria corsa e allenarsi con criterio. Ogni giovedì alle 18:30 affrontiamo un tema diverso: allenamento, tecnica, recupero, nutrizione, testa e gara. C’è una lezione pratica, c’è spazio per le domande e soprattutto c’è qualcosa da usare già nella settimana successiva.
Questa sera apro la porta anche a te. È un omaggio riservato a chi segue EAC e vuole conoscere da vicino il nostro Metodo VITALE.
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Il tuo invito per stasera

Alle 18:30 lavoriamo sul tuo punto di partenza reale. Guardiamo cosa hai costruito durante l’estate, quanto carico riesci ad assorbire oggi e quale direzione dare ai prossimi 14 giorni.
Due runner possono vedere lo stesso ritmo sul GPS e avere due storie molto diverse. Il caldo può avere allenato la termoregolazione e ampliato il volume plasmatico. Una pausa può avere ridotto la capacità di sostenere il lavoro. Il dato utile nasce da ciò che il tuo corpo riesce a ripetere oggi.

Il Metodo VITALE applicato alla tua corsa

VITALE unisce Visione, Intenzione, Tecnica, Allenamento, Longevità ed Energia. In Running Mastery questi sei elementi diventano decisioni concrete: quale seduta scegliere, quale carico reggere, come recuperare e come costruire continuità.

Porta con te quattro risposte

1. Quante volte hai corso nelle ultime quattro settimane? 2. Quanti minuti o chilometri hai accumulato? 3. Qual è stata la tua uscita più lunga? 4. Come ti senti il giorno dopo una corsa facile?
Da queste quattro risposte scegliamo la direzione più adatta.

Esci dalla diretta con un piano di 14 giorni

Hai corso con continuità? Lavorerai su qualità controllata, lungo stabile e un test di riferimento al termine delle due settimane. Hai ridotto gli allenamenti o fatto una pausa? Partirai da frequenza sostenibile, corse facili di durata gestibile, lungo graduale e recupero osservato.
Il ritmo racconta una parte. Conta il carico che oggi puoi assorbire.

Un appuntamento che continua ogni settimana

Running Mastery torna ogni giovedì alle 18:30 con un tema nuovo e uno spazio aperto per le tue domande. Ogni incontro aggiunge un tassello al tuo modo di allenarti, leggere la fatica e scegliere con più consapevolezza.
La puntata di oggi è il tuo pass per entrare, vedere come lavoriamo e portarti a casa una direzione concreta. Ci vediamo alle 18:30.
Ci leggiamo settimana prossima. Correte e fate l’amore. Simone Luciani il tuo running coach
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Ciao runner,

Chamonix mi ha lasciato più di una classifica

Lunedì mattina avevo un pettorale. Cinque ore, ventotto minuti e sette secondi dopo sono entrato a Chamonix con le gambe vuote, i crampi e una certezza: questa settimana andava vissuta prima da runner, poi da narratore.
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La MCC mi ha mostrato salite efficaci, discese tecniche da sviluppare, una gestione dei crampi costruita passo dopo passo e dettagli logistici capaci di cambiare la giornata. Da questa esperienza nasce il filo della newsletter: ogni gara lascia una mappa per il ciclo successivo.

Fai l’audit della gara in cinque domande

  • 1. Dove lo sforzo è salito prima del previsto? 2. Quali richieste del percorso avevo preparato bene? 3. Quale abilità specifica merita più lavoro? 4. Come hanno funzionato alimentazione e idratazione? 5. Quale decisione ha prodotto il risultato migliore?
Scrivile entro pochi giorni dal traguardo. Le risposte trasformano sensazioni fresche in scelte concrete per carico, forza, tecnica, alimentazione e strategia.

Due vittorie diverse sotto lo stesso arco

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Ben Dhiman ha preso il comando nella notte e ha chiuso in 18:16:29, primo uomo sotto le 19 ore sul tracciato 2026. Blandine L’Hirondel ha costruito la vittoria attraversando una gara più aperta e ha tagliato il traguardo in 21:54:49.
Due strategie diverse, una qualità comune: conservare precisione quando fatica, ore e terreno iniziano a pesare.

La CCC resta italiana

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Cristian Minoggio ha lasciato spazio all’attacco di Hans Troyer, ha continuato a correre la propria gara e lo ha raggiunto a Champex-Lac. A Chamonix ha vinto in 10:21:48, regalando all’Italia il secondo successo consecutivo nella CCC.
La sua rimonta racconta il valore della pazienza: ritmo sostenibile, alimentazione regolare e lucidità hanno trasformato 101 chilometri in una gara costruita fino all’ultimo tratto.

Sei ore di gara. Tre secondi di differenza.

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Lauren Gregory ha recuperato oltre tre minuti e ha battuto Naomi Lang per tre secondi. Tutto il podio femminile è entrato in 64 secondi. Tra gli italiani, Francesco Puppi ha chiuso settimo e primo azzurro; Elisa Desco è stata la migliore italiana.
La OCC ha premiato chi ha saputo proteggere gesto, appoggi e velocità decisionale fino agli ultimi metri.

La MCC dell’UTMB mi ha rimesso al mio posto

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Dopo 23 anni di corsa, una disciplina nuova può riaccendere curiosità e voglia di imparare. Nel video ti porto dentro la MCC: preparazione, scelte in gara, momenti difficili e lezioni che userò nel prossimo ciclo.

Hoka Tecton X 4 dopo la MCC

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Comfort, protezione e grip hanno sostenuto il test in allenamento e alla MCC. Le due piastre parallele aggiungono risposta e protezione, mentre la piattaforma resta gestibile sul terreno tecnico. La recensione completa separa esperienza personale, dati tecnici e valutazione editoriale, con disclosure chiara su collaborazione e link affiliati.

Le news della settimana

Phil Gore: 1.020 km in 152 ore. L’ultrarunner australiano ha completato 152 giri nella corsa a eliminazione più lunga della storia, raccogliendo oltre 267.000 dollari australiani per Telethon.
Yomif Kejelcha: 56:51 nella mezza maratona. A Buenos Aires l’etiope ha abbassato di 29 secondi il record mondiale di Jacob Kiplimo. La prestazione attende la ratifica ufficiale.
Nadia Battocletti: record italiano nei 1500 metri. A Bellinzona ha corso in 3:57.54, migliorando il primato nazionale e confermando una stagione di altissimo livello.

Il prossimo obiettivo parte da qui

Con il coaching della Esco a Correre Academy costruisci un percorso intorno alla tua gara, al tempo disponibile e alla tua vita reale. Simone e Domenico leggono allenamenti, recupero, forza, tecnica e alimentazione insieme a te, settimana dopo settimana. Il programma evolve con le tue risposte e porta ogni seduta verso un obiettivo preciso.

Il Cammino del Runner

Il libro raccoglie esperienza, metodo e domande che aiutano a dare direzione alla corsa. È pensato per chi vuole capire il proprio percorso, allenarsi con maggiore consapevolezza e trasformare ogni traguardo in un nuovo punto di partenza.

La domanda della settimana

Quale gara ti ha fatto sentire di nuovo principiante? Racconta quale abilità hai scelto di allenare dopo il traguardo.
Ogni gara lascia dati, sensazioni e domande. Il prossimo passo nasce da ciò che scegliamo di osservare oggi.
Ci leggiamo settimana prossima. Correte e fate l’amore. Simone Luciani il tuo running coach
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Ciao runner,

Quando la fatica chiede un’altra risposta

Questa settimana partiamo dagli ultimi 10 chilometri della maratona: quelli in cui tecnica, forza e lucidità iniziano a costare. The Gauntlet è una seduta costruita proprio per imparare a correre bene quando le gambe hanno già lavorato.
Poi andiamo nel deserto della Badwater 135, leggiamo con attenzione un nuovo studio sul collagene, guardiamo i saldi estivi di Top4Running e chiudiamo con l’ultimo vlog.
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The Gauntlet: forza prima, ritmo dopo

La logica è semplice e impegnativa: prima accumuli fatica muscolare con ripetute lunghe in salita, poi torni in piano e chiedi al corpo di ritrovare ritmo e controllo. È una transizione utile per allenare la qualità che serve nel finale di maratona: continuare a correre in modo ordinato anche quando le gambe sono meno fresche.
Versione prudente: 2 × 1 km in salita + 2 × 2 minuti in piano. Versione intermedia: 3 × 1 km in salita + 3 × 3 minuti in piano. Versione avanzata: 4 × 1 miglio in salita + 4 × 3 minuti in piano. Sforzo: RPE 7–8/10, duro e controllato. La versione migliore è quella che completi con tecnica stabile e ripetute omogenee.

Badwater 135: una gara che ha riscritto i record

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La Badwater 135 ha regalato una notte fuori scala. Max Jolliffe ha vinto in 20:53:41, primo uomo sotto le 21 ore, togliendo 39 minuti e 20 secondi al precedente record. Carmen Maria Perez ha chiuso seconda assoluta in 21:05:32 e ha abbassato il primato femminile di 39 minuti e 3 secondi. Quinto posto per Francesco “Franz” Perini in 23:14:47: un risultato enorme, che racconteremo presto insieme a lui in una nuova puntata di Anime di Corsa.

Collagene e ossa: un segnale interessante, con i piedi per terra

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Un pilot study del 2026 ha coinvolto 22 runner premenopausali che correvano almeno 56 km a settimana: 20 grammi al giorno di peptidi di collagene per quattro settimane hanno aumentato P1NP, un marcatore della formazione ossea. Il segnale merita attenzione. Lo studio era piccolo, breve e non ha misurato densità ossea o fratture da stress. Il collagene può essere un supporto; energia sufficiente, proteine complete, calcio, vitamina D quando serve, forza e gestione del carico restano le fondamenta.

Adidas Supernova Prima 3: stabile, secca, piacevole

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La Supernova Prima 3 è una daily trainer stabile e moderna, con una schiuma più secca rispetto alle scarpe molto morbide di moda oggi. La base ampia e il sistema Drive Your Ride guidano bene il passo nei lenti, nei lunghi e nei chilometri quotidiani. Il punto da conoscere è il grip: sull’asfalto asciutto funziona, mentre su bagnato, pavé e superfici lisce la fiducia scende. È una scelta interessante per chi cerca protezione e controllo; meno per chi vuole morbidezza estrema o una scarpa brillante nei lavori veloci.

Summer Sale Top4Running: fino al 60%

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Top4Running ha aperto i saldi estivi con sconti fino al 60%. È il momento giusto per cercare una scarpa già prevista nella tua rotazione, un secondo paio per alternare i carichi o un accessorio che userai davvero. Controlla sempre prezzo precedente, taglia disponibile e funzione del prodotto: lo sconto migliore resta quello su qualcosa che avresti scelto anche a prezzo pieno. Se acquisti, usa il codice escoacorrere per lo sconto aggiuntivo. Link affiliato: possiamo ricevere una commissione. Per te il prezzo resta quello mostrato dal negozio.

L’ultimo vlog: chilometri, lavoro e vita reale

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Nel nuovo vlog ti porto dentro le giornate così come sono: allenamenti, decisioni, imprevisti e il lavoro che continua quando la telecamera potrebbe già spegnersi. Se ti piace vedere ciò che c’è dietro ai chilometri e ai progetti di Esco a Correre, questo episodio è per te.

Due modi per continuare il percorso

Hai già letto il mio libro Il Cammino del Runner? Raccoglie esperienze, errori e scelte che trasformano i chilometri in un percorso personale attraverso il Metodo Vitale. Se vuoi dare più senso alla tua corsa, puoi partire da qui.
Se il tuo obiettivo richiede un lavoro personale, l’Academy costruisce un piano intorno alla tua vita reale e ti accompagna nelle decisioni settimana dopo settimana: carichi, ritmi, recupero e correzioni quando il percorso cambia.
Ci leggiamo settimana prossima. Correte e fate l’amore. Simone Luciani il tuo running coach
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